Chi sono i Ляпис Трубецкой (Lyapis Trubetskoy)

Erano giorni di fine novembre: il vento soffiava, la neve cadeva, il ghiaccio ghiacciava, potatoes were potatoing. Per una serie di eventi concatenati la sera tornai a casa da lavoro con un’intera pagina del mio quaderno riempita di titoli di canzoni che dovevo assolutamente ascoltare. Entrai a casa, aprii YouTube, cercai tutte le canzoni e le misi in una playlist che ancora adesso porta il nome della ragazza che aveva redatto l’elenco. La prima cosa che mi chiese quando mi rivide fu:

“Hai ascoltato Vòiny Svèta? Ti è piaciuta?”

E io, che avevo ascoltato tutte le canzoni a spizzichi e bocconi mentre facevo il casalingo, non avevo idea di quale fosse la canzone a cui si stesse riferendo lei. Certo, l’avevo ascoltata per forza e sicuramente non mi doveva esser dispiaciuta dato che non ricordavo di essere stato disgustato da nessuna delle canzoni: ma non avrei saputo dire di quale canzone parlasse.

Tornai a casa, ripresi quel pezzo e ci persi dentro tutto.

Lo misi perfino come stato di whatsapp.

“Toglila subito! Era la canzone dell’Euromaidan!! La gente penserà che sei dalla parte degli Ucraini!!!” Mi disse quella ragazza.

Di chi stiamo parlando

Siamo su Let It Blin, staremo parlando di un manipolo di russi balzani. Giusto? SBAGLIATO! Stiamo parlando di un manipolo di bielorussi balzani.

Li chiamo balzani perchè, in effetti, hanno quell’aspetto tipico dei gruppi che contemplano una sezione fiati al loro interno: colorati, paciocconi, caciaroni… Il perfetto gruppo da concerto del primo maggio dei primi anni duemila e, non so a voi, ma a me questo tipo di soggetti mette immediatamente a mio agio.

Certamente il loro stile – e con esso il loro aspetto – negli anni è mutato: senza dubbio il cambiamento più sconcertante è stato quello del cantante Serghej Mikhalok che ha deciso, ad un certo punto della sua carriera, di smettere i suoi abiti di hobbit per entrare a far parte del fight club.

dieta-sergeya-mihalka-foto-do-i-posle
Cazz la prima regola del fight club…

Tuttavia se siamo dei bravi bambini – e lo siamo – ci ricordiamo che l’abito non fa il monaco grazie alla lezione imparata poco tempo addietro con Raskar (se ve la siete persa, eccovela qui) e pertanto non cadremo certo in fallo oggi: lasciamoci alle spalle le considerazioni superficiali, non nascondiamoci dietro falsi stereotipi ed andiamo oltre.

Che cosa producono

Per descrivere la musica che questo gruppo compone bisogna rifarsi ancora una volta al modello del complesso del primo maggio. Ritengo indispensabile per chi legge sapere che con l’espressione “complesso del primo maggio” mi sto riferendo ad un pezzo degli Elio e Le Storie Tese che, se non conoscete, vi invito caldamente ad ascoltare con attenzione per avere un’idea più vivida del gruppo di cui si sta discutendo. Nel caso non sappiate di cosa io stia parlando, dunque, recatevi con urgenza qui prima di procedere.

Ora che siamo tutti a bordo potrete rendervi conto di come i Lyapis soddisfino la maggior parte dei requisiti descritti nella canzone dei buoni Elii: direi anzi che il gruppo si configura come soggetto meritatamente definibile “the ultimate complesso of the primo maggio”. I Lyapis nella loro carriera hanno fatto ska e ci hanno sguazzato dentro mica male! Il gruppo aveva una formazione perfetta da cui non poteva derivare prodotto migliore; valore aggiunto, nella fattispecie, della canzone Kharè (che trovate di seguito) è il video – ritrarre ciò che accade durante un matrimonio slavo vale come lezione sull’est europeo e questo non può che essere un bene:

Ci hanno dato dentro anche con il punk senza scherzare: Tantsuj! per esempio soccorre prontamente tutti coloro che hanno una necessità impellente di pogare:

Hanno poi messo sul banco anche un cicinin di reggae giusto per non offendere nessuno: come si è dedotto (ancora una volta) da Raskar a me fa impazzire l’accostamento Jamaica/ Mama Africa – Russia e lo rivendicherò con orgoglio fino alla fine dei giorni. Anche in questo caso, come per Raskar, il risultato è suberbo:

Infine giunge la più importante, la migliore: poteva mai mancare l’invettiva ai danni del capitalismo? Che Dio mi maledica, Kapitàl è un capolavoro della musica contemporanea: la musica, il testo, il video… Potrei morire. Giudicate voi stessi:

Perchè ascoltarli

Una volta, nel corso di un’agguerritissima discussione sul grado di influenza che le case discografiche esercitano sui gruppi da esse prodotti (in particolare si parlava della Little Big Family), comparvero sul terreno di disputa anche i Lyapis Trubetskoy. Il mio interlocutore sosteneva che “loro (ndr, i Lyapis Trubetskoy) non hanno mai venduto il culo ad un’etichetta e hanno sempre fatto la musica che andava a loro: autentica, russa”. Si potrà benissimo affermare senza mentire che io, a quel tempo, non li conoscevo ancora e mi ero limitato ad un “Mh, ladno” (Mh, va bene) accettando la posizione della mia controparte. Per diana, non sono stato nemmeno in grado di controbattere con la considerazione più ovvia: “ma.. ma.. ma sono bielorussi”.

Mi misi ad approfondire la discografia di questo gruppo e solo allora capii di che cosa avessimo parlato quella volta in cui non avevo saputo come portare avanti la discussione: i Lyapis sono diventati in fretta uno dei miei gruppi in assoluto preferiti nella storia della cristianità proprio perchè ascoltandoli si capisce quanto siano liberi. E, effettivamente, solo da un gruppo del genere sarebbe potuta uscire Vòiny Svèta, incredibile canzone già citata all’inizio di questo articolo e il cui video ufficiale (che rimane ugualmente un videoclip indescrivibilmente potente e che potete trovare qui) ha infinitamente meno visualizzazioni rispetto alla versione non ufficiale realizzata con riprese dei disordini di Kiev durante l’Euromaidan:

Per finire sono l’unico gruppo russo che conosco ad aver scritto una canzone sull’amore universale contemplando tra gli esempi “un poliziotto baffuto che sorride ad un teppista e lo accompagna a braccetto non in prigione ma al ristorante” e “un soldato pelato che in sogno bacia il suo amico sulla bocca” – il tutto corredato da un videoclip in cui compaiono coppie espressione delle mille forme che l’amore può assumere e, cosa più importante ancora, senza giudizi, nè pregiudizi, nè spiegazioni:

Nei Lyapis Trubetskoy si trova molto di straordinario: il genio, l’amenità, la cialtroneria, l’energia, la tempra… Ma quello che c’è di davvero straordinario e che senza dubbio non si trova tutti giorni è sicuramente, come mi era stato detto quella volta, la libertà.

Di gruppi come questo non ce ne sono più – e non è un’affermazione da vecchio gufaccio ma la realtà dei fatti dato che il gruppo, purtroppo, si è sciolto nel 2014: per il bene dell’umanità intera, almeno, hanno inciso tanta tanta musica e questo ci farà sentire di meno la loro mancanza.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...